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Newsgroup: it.arti.cinema
Da: Anselmo <susa...@libero.it>
Data: Thu, 14 Aug 2008 02:22:13 -0700 (PDT)
Locale: Gio 14 Ago 2008 11:22
Oggetto: Re: oscurato the pirate bay
On Aug 14, 9:14 am, Nicola de Angeli <hob...@tin.it> wrote:
> "The Pirate Bay is known in the online file sharing community as one E' piu corretto dire "motivazione"... di motivazioni ne hanno tante, > of the more prominent websites which distributes torrents that point > to unlicensed copies of copyrighted material". > Beh, per quanto si possa simpatizzare con i pirati, qualche ragione i > Ciao di ragioni poche. Il fatto e' che le tecnologie e le infrastrutture esistenti sono mature per dare un riconoscimento diretto agli autori e produttori di contenuti, senza passare dalle case di distribuzione. Questo vale al 100% per la musica e al 100% per il cinema distribuito in video (dvd e derivati). Naturalmente la situazione e' complicata dal fatto che le grandi case di produzione sono anche i controllori della distribuzione. Loro non vogliono solo essere remunerati per quello che distribuiscono, ma decidere cosa deve essere distribuito, in questo modo condizionando autori e fruitori e avere strumenti per massimizzare il loro utili. Per questo osteggiano da matti la distribuzione libera dei contenuti, e sono spaventati da tutto cio' che e' nuovo e non completamente sotto il loro controllo. Il negozio musicale on line e' riuscire ad avere successo dopo vari infruttuosi tentativi solo con Steve Jobs, a anche questi, non certo un paladino della liberta' dei consumatori, ha dovuto combattere non poco con le case discografiche per arrivarci. Soluzioni per remunerare gli autori e i produttori (quindi anche le attuali major) senza l'attuale rete distributiva ce ne sarebbero. Una tassa sul Peer to peer, idea di cui avevo parlato nel ng qualche anno fa e che e' entrata nel dibattito sul "new copyright" poco dopo (a meno che quelli di Pirate Bay non leggano il ng, non posso dirmi l'ispiratore di tale idea purtroppo!) potrebbe risolvere il problema. Si potrebbe pagare una certa somma per usare una sorta di emule modificato, e tutto quello che si e' scaricato sarebbe legale. Ogni contenuto inserito, per essere ammesso legalmente, dovrebbe avere dei tag che ne consentirebbero di riconoscere gli autori e i produttori. Naturalmente sarebbe consentito anche distribuire contenuti anonimi, ma in questo caso essi non dovrebbero violare il copyright (e nenache la privacy e i diritti umani, naturalmente). Il "montepremi" raccolto sarebbe distribuito in base alla reale diffusione dei contenuti. Tecnicamente non e' cosi semplice, ma fattibile, e l'unico costo, a parte i server di indicizzazione e le transazioni monetarie elettroniche, sarebbe un istituto di controllo per evitare le frodi. Si potrebbe fare, no? Se tutti quelli che utilizzassero il peer to peer pagassero anche solo 50 euro l'anno, non pensate che i autori non sarebbero degnamente retribuiti in base al successo delle loro opere? Anselmo Devi eseguire l'accesso prima di poter postare i messaggi.
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